LIFE STYLE 43 – «Chiamatemi Arduini»

LIFE STYLE 43 – 27/11/2014

Dopo il crac del Mariella Burani Group, la 71enne fondatrice ricomincia da zero e è pronta al lancio di un nuovo marchio. Che porta il suo nome.

La stilista Mariella Burani, 71 anni.

A 71 anni e con un crac finanziario alle spalle, Mariella Arduini, meglio conosciuta come Mariella Burani, ha ancora voglia di mettersi in gioco. Così, dopo aver ceduto il brand che porta il suo nome al fondo cinese, la stilista si prepara al ritorno nel mondo del glamour siglando un’intesa con Confezioni Pango. L’accordo prevede la realizzazione del marchio Mariella Arduini, che debutterà con la collezione autunno-inverno 2015.
NON HA MAI LASCIATO LA MODA
«In questi anni non mi sono mai fermata e ho continuato a coltivare la mia passione per la moda, un amore incondizionato che ancora oggi continua a crescere», ha spiegato la designer che ha rifiutato diverse proposte di collaborazione: «Fondamentalmente credo che lo stile con cui mi identifico possa essere rappresentato e proposto da un unico nome, il mio», ha detto. Opportunità che le ha dato Pango, il brand che lo scorso settembre ha festeggiato i 40 anni di attività e che stima di chiudere il 2014 con un fatturato di 11,1 milioni di euro, in crescita rispetto al 2013.
MEZZO SECOLO DI CARRIERA
Quindi eccola di nuovo al lavoro. A quasi 55 anni dal suo debutto. Era infatti il 1960 quando la storia della Mariella Burani Group è iniziata nel 1960 a Cavriago, piccolo paese dell’Emilia Romagna. Inizialmente producevano e distribuivano abbigliamento per bambini, poi, con il tempo, la svolta. La decisione di buttarsi nell’Alta moda e nel pret-a-porter è arrivata alla fine degli anni Settanta. Il decennio successivo è stato all’insegna della crescita internazionale del marchio con l’inserimento di nuove linee e l’apertura di negozi monomarca. Un percorso all’insegna del fashion e dei guadagni che ha portato l’azienda, forte di un fatturato di 123 miliardi di lire, alla quotazione in Borsa nel 2000. Dall’estate 2008 l’inversione di marcia fino al fallimento dell’azienda nel 2010. Da è cominciato il calvario che ha portato nel 2013 alla condanna del marito Walter e di suo figlio Giovanni. Sei anni di reclusione per bancarotta fraudolenta aggravata, più un risarcimento complessivo di circa 13 milioni di euro.

Luca Burini

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